BENVENUTO



B E N V E N U T O !! Lo Spirito Santo illumini la tua mente, fortifichi la tua fede.


giovedì 17 aprile 2014

La Pasqua è inseparabile dalla settimana santa.



Lasciamoci guidare dalla gioia della risurrezione!



Domenica di Pasqua, 20 aprile 2014


Dal Vangelo di Giovanni 20,1-10



Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di
mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava,
e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove
l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al
sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di
Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò
i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli,
ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto
per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la
Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti. I discepoli perciò se ne tornarono di nuovo a casa.

Parola del Signore!

Enzo: Tre personaggi: Maria di Magdala, Pietro e Giovanni.

Questo brano non ci parla esplicitamente della Risurrezione di Gesù, ma di un sepolcro trovato vuoto.

Maria di Magdala si reca al sepolcro, forse per devozione, per amore e riconoscenza per il Maestro: per lei avevano portato via il corpo del Signore. Non era sola, come si potrebbe pensare, ma assieme ad altre donne: “non sappiamo dove l’hanno posto”, riferisce a Pietro e a Giovanni.

Pietro e Giovanni vanno e vedono  “i teli posati là e il sudario”. Non conosciamo le reazioni di Pietro. L’evangelista Luca dice di Pietro che “tornò indietro pieno di stupore, perplesso”. Giovanni, il discepolo amato, dice di se stesso “vide e credette”.



“Vide e credette”: il discepolo Giovanni crede nelle parole di Gesù, e nelle Sacre Scritture. La Maddalena e Pietro avevano avuto comunanza con Gesù e conoscevano le Scritture, ma a loro non basta ancora per credere dinanzi al sepolcro vuoto. Essi «non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti». La loro speranza nel Messia si infrange?



Assistiamo così a tre modi di reagire di fronte alla  morte di Gesù e ad un  sepolcro vuoto.

Maria di Magdala è la prima che si avvicina al sepolcro, donna coraggiosa e fedele di fronte ad un avvenimento assurdo e scandaloso. Lei era stata ai piedi della croce, ha sentito la paura, l’angoscia della morte di Gesù che amava. Ora non può venerare nemmeno il corpo di Gesù, la sua vita ora è piena di solitudine e smarrimento.



Pietro rimane perplesso. Era stato assieme a Gesù il pescatore intraprendente, presuntuoso, debole, rinnegatore ma contemporaneamente possiamo dire l’uomo di fiducia di Gesù. Chiunque al posto suo avrebbe provato ciò che Pietro sentiva nel suo cuore martoriato, deluso, forse solo dubbioso: il suo andare verso il sepolcro era lento, pensoso, forse desideroso come in altri momenti dello sguardo comprensivo e affettuoso di Gesù. La sua fede e la sua speranza in Gesù vengono meno?



Giovanni, il discepolo amato sa vedere e credere. Nel cammino verso il sepolcro corre veloce,

intuisce qualcosa di nuovo, fa riferimento alle Scritture nel suo vangelo, i suoi occhi si aprono al Mistero di Gesù:  ha visto e nel silenzio, in cuor suo crede, spera dopo aver visto quell’”ORA” tanto citata nel suo vangelo, quell’ORA” di passione di Gesù. La fede di Giovanni forse non è quella della Nuova Pasqua, ma una fede nelle parole di Gesù che aveva udito e meditato, speranza nella risurrezione: Gesù l’aveva annunciata.

Assieme a Pietro torna a casa.



Maria, colei che ama; Pietro, il credente; il discepolo amato, colui che vede e vigila: tre modi diversi di camminare incontro al Risorto e di testimoniarlo nella fede. Ma tutti uniti da un unico desiderio: quello dell'incontro.



Noi abbiamo creduto senza aver visto, abbiamo creduto alla tradizione, abbiamo creduto alle Scritture, abbiamo creduto a Colui che disse di essere via, verità, vita, risurrezione, luce che illumina il mondo, a un Dio che si fa uomo come noi, affermiamo di essere discepoli di Gesù. perché lo abbiamo incontrato così anche noi.

Abbiamo anche ricevuto lo Spirito Santo come gli apostoli il giorno della Pentecoste, ma la nostra vita cristiana possiamo considerarla vicina a quella dei primi missionari del Vangelo?



Benedetto XVI così ci esortava nell’omelia del sabato santo del 2012: “Con la risurrezione di Gesù, la luce stessa è creata nuovamente. Egli ci attira tutti dietro di sé nella nuova vita della risurrezione e vince ogni forma di buio. Egli è il nuovo giorno di Dio, che vale per tutti noi”.



Gesù è per noi risurrezione e luce: la nuova Pasqua inaugurata da Gesù con la sua morte e risurrezione, passaggio dalla morte alla vita,  suggerisce un messaggio di gioia per quanti desiderano vivere. Nel risorto ognuno trova motivazione e forza, letizia perché Dio è il nuovo orientamento dopo il buio del peccato, la speranza per chi ancora è vittima del male.



Gesù risorto è la vita piena per chi crede in Lui anche nella sofferenza, nelle privazioni, nel dolore, nelle ingiurie, nelle persecuzioni. Gesù risorto è la novità di Dio, è la vita perenne, eterna e beata.



Lasciamoci guidare dalla gioia della risurrezione: Gesù è vivo! La gioia della Pasqua ci renda aperti e sensibili verso quelli che soffrono, pensando che anche Gesù passò attraverso la sofferenza e che da questa ci è arrivata la salvezza. La Pasqua è inseparabile dalla settimana santa.



“Gesù Cristo, tu sei vivo, la morte non ti ha costretto in suo potere!

L’annuncio di questa notizia incredibile ci sconvolge.

Tu apri un varco dove tutto sembrava chiuso.

Con il tuo Spirito, soffi sulla nostra rassegnazione e la nostra amarezza.

Abbatti le divisioni tra gli esseri umani.

Ridoni dignità ai più poveri.

Ci invii nel mondo per portare la speranza di una nuova vita”. (frère Alois, Taizé)
                                                                                                  
Grazie Gesù!

Mariella: Come sappiamo la veglia pasquale è contraddistinta dal buio iniziale contrapposto alla luce che via via viene sempre più accesa. E’ un rito antichissimo e molto significativo, proviamo a riflettere sul suo significato.

La luce di Pasqua illumina la realtà dolorosa e buia della croce, è una luce che può e deve raggiungere ogni cuore che si apre alla realtà misteriosa di un Dio fatto carne e morto sulla croce.

Il Cristo grondante di sangue esanime del Venerdì Santo si manifesta nella gloria gioiosa del Risorto.



La conclusione di quella storia carica di incomprensibile dolore, non è la sofferenza e morte. Cristo, crocifisso è risorto, Egli è promessa di vita, di speranza, di giustizia e di amore per tutta l'umanità.

Il volto di Dio, che Gesù rivela nella sua passione e morte, è quello di un Dio silenzioso, ma che tuttavia parla, ci parla nel silenzio della nostra condizione umana, una realtà limitata, dolorosa, peccaminosa, fragile.



La Croce è il luogo dove Dio soffre perché ama, un Dio che si dona totalmente a noi fino ad accoglierci in sé.

Attraverso la morte, il Figlio, Cristo Gesù,  entra pienamente nel dolore dell'uomo, nella sua povertà, nella sua tristezza, nella sua solitudine, nella sua oscurità.

Il Padre ha scelto di offrire il Figlio perché l'umanità potesse conoscere un Amore che è al di sopra di ogni altro amore, un Amore che si rivela nell'umiltà della Croce, per far comprendere all'uomo quanto è bello e santo l'Amore vero, quello che salva dalle tenebre, che redime dal peccato, che libera dalla morte.



Il Padre infatti non ha lasciato il Figlio nel sepolcro: Gesù, ha trionfato sulla morte. Il Cristo morto cede il posto al Dio vivente!

Lo Spirito "consegnato" da Gesù nell'ora della Croce, è il Consolatore, effuso su ogni carne per essere il Consolatore di tutti i crocefissi della storia.

Dio si rivela tra le sofferenze dell'umanità, non lo troveremo mai negli splendori falsi ed illusori di questo mondo, non lo troveremo mai nel lusso sfrenato, nella cupidigia, non abiterà mai in cuori aridi ed egoisti.



Egli è il Salvatore, Colui che non ha disdegnato di assumere la nostra condizione umana più povera e umile, più dolorosa e disprezzata, per indicarci la via che conduce al Padre, per riscattarci dai nostri sepolcri di miseria e di morte, per illuminarci nelle oscurità peccaminose dei nostri cuori.

Egli è il Consolatore della passione del mondo: in questo modo, l'uomo è in grado di aprirsi all'amore infinito che gli è stato donato, ma senza il dono dello Spirito Santo, non riusciremmo a sfiorare questi misteri e non potremmo assaporare il dono dell'eternità.



Il Risorto, ora, è in grado di dare all'umanità una nuova identità. il Signore entra nella nostra vita: il Risorto unisce la nostra vita con la sua. Diveniamo una cosa sola con Lui e fra di noi: siamo chiesa, cioè comunione nell'unica fede, perché Dio vive in noi.



Alziamoci di buon mattino il giorno di Pasqua, immaginiamo di essere nei panni di Maria di Magdala e quelle prime donne che videro la pietra rovesciata ed il sepolcro vuoto;  di Simon Pietro e dell'altro discepolo, che colti da stupore, si accorsero che le bende erano appoggiate a terra.

Forse anche noi colti dall'emozione riusciremo a percepire l'invito di Gesù rivolto ai discepoli:”Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che sono risorto”.



Vivremo, attraverso la liturgia Pasquale, il segno della Croce e la speranza della risurrezione per la quale dobbiamo sforzarci di vivere.

Se viviamo in questo modo, saremo testimoni della gloria di Cristo che ha vinto il mondo, saremo testimoni di una Luce che restituisce senso alla vita più vuota e a quella più schiacciata dal dolore.



Quando tutto sembra perduto, quando la notte della vita sembra buia, quando nella mente non resta che un solo pensiero: "ormai non c'è più nulla da fare!", quando il cuore è schiacciato dalla pesante pietra del dolore e non trova la forza di amare, ecco che una Luce, quella Luce si accende e rompe l'oscurità, una mano asciuga le tue lacrime: la pietra del dolore rotola via lasciando spazio alla speranza. 
E sarà Pasqua di Resurrezione

1 commento:

  1. Auguro a tutti occhi di Pasqua che riescano a vedere nel presente fino al futuro.
    Nel presente che è morte, che è colpa, che è divisione, che è l’uomo senza Dio, che è un Dio lontano e astratto, che è un io solitario, privo di un tu, ci sono ferite.
    Tutto questo lo vediamo con i nostri occhi di carne, con gli occhi del mondo e della sua sapienza.
    Gli occhi di Pasqua, quelli che sono passati attraverso l'incontro con il crocifisso risorto, vedono tutto ciò, ma vedono anche oltre, il loro sguardo è più penetrante.
    Gli occhi di Pasqua, come gli occhi del vero artista, non sono occhi sognanti, sono occhi più acuti, che vedono il nuovo e il bello che sta dentro e sotto un involucro logoro e sformato, vedono l’ amore sotto lo schermo dell' indifferenza.
    È l’esperienza dei discepoli di Emmaus:
    ” Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista “ (Lc 24, 31).
    Gli occhi dei discepoli si aprono alla presenza del Risorto, e lo riconoscono, senza però arrivare a vederlo in quanto Risorto.
    È un riconoscimento che passa non attraverso gli occhi di carne, ma attraverso un moto profondo di tutta la persona, il cuore che arde.
    I discepoli ritrovano il coraggio e la passione perduta e si rimettono in cammino verso la comunità che avevano abbandonato.
    Il Risorto ha tirato fuori da loro stessi il futuro che era rinchiuso sotto il peso della tristezza e dello scoraggiamento.
    E per questo la direzione del loro cammino cambia: da cammino di fuga e di rimpianto del passato diventa cammino di incontro dell’altro e di annuncio della novità scoperta.
    In breve, noi vediamo il futuro solo se riconosciamo il Risorto nel nostro presente.

    (p. Saverio Cannistrà, Generale dei Carmelitani Scalzi)

    RispondiElimina