I santi, uomini e donne delle Beatitudini, sono il Vangelo in carne ed ossa.
Domenica31ma
del tempo ordinario, Primo novembre
Festa
di tutti i santi
La
chiesa della terra oggi volge lo sguardo alla Chiesa celeste, ai suoi
uomini, donne, bambini che hanno raggiunto la gloria eterna. E' una
festa grande in cui ci si riconosce meglio che in altri giorni tutti
figli di Dio. I beati della terra, i beati del discorso della
montagna indicati da Gesù, vivono nella speranza di far parte del
Regno di Dio, di raggiungere i fortunati che li hanno preceduti. I
beati del cielo guardano i futuri compagni intercedendo presso il
Padre per loro. E' una comunione vera, spirituale, frutto dell'amore
di Gesù e del dono della sua Parola.
Beati
saremo tutti noi se facciamo nostro il Vangelo, se ci riconosciamo in
quell'elenco del vangelo che oggi la liturgia offre alla nostra
riflessione. Saremo santi “ per la gloria di Dio e la felicità
degli
uomini”
(Giovanni Paolo secondo)
.
Proponiamo
per questa festa le riflessioni di Papa Francesco del primo novembre
dell'anno 2014. Pensieri molto attuali che riflettono quella realtà
che Gesù ci ha indicato nel vangelo, che richiama alla nostra
attenzione il mondo dei bisognosi, la nostra indifferenza verso le
moltitudini di persone che vivono emarginate, nostri fratelli, non
fratellastri! Adoperiamoci affinché anche per loro possa arrivare il
giorno di glorificare Dio in questa terra, la speranza di un realtà
migliore. Il nostro impegno possa scaturire da un amore sincero, un
amore in cui ci riconosciamo beati, ci incontreremo tutti, loro e noi
insieme nel Regno promesso.
Dal Vangelo secondo Matteo
5, 1-12
Vedendo le
folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a
lui i
suoi
discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
Beati i poveri
di spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati
quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità
la terra.
Beati quelli
che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i
misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri
di cuore, perché
vedranno Dio.
Beati gli
operatori di pace, perché
saranno chiamati figli di Dio.
Beati i
perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno
dei cieli.
Beati voi
quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni
sorte di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi
ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così
infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi.
Parola
del Signore!
Per maggior comprensione della
riflessione di Papa Francesco pubblichiamo la prima e seconda lettura
che ascolteremo durante la liturgia della parola:
2E vidi salire dall'oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di devastare la terra e il mare: 3«Non devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio».
4E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d'Israele:
9Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. 10E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all'Agnello».
11E tutti gli angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio dicendo: 12«Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen».
13Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?». 14Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell'Agnello.
Seconda lettura: 1 Gv3,1-3
1 Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. 2Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
3Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro.
OMELIA DI PAPA FRANCESCO

Noi siamo capaci di devastare la terra meglio degli Angeli. E questo lo stiamo facendo, questo lo facciamo: devastare il Creato, devastare la vita, devastare le culture, devastare i valori, devastare la speranza. E quanto bisogno abbiamo della forza del Signore perché ci sigilli con il suo amore e con la sua forza, per fermare questa pazza corsa di distruzione! Distruzione di quello che Lui ci ha dato, delle cose più belle che Lui ha fatto per noi, perché noi le portassimo avanti, le facessimo crescere, per dare frutti.
Quando in sacrestia guardavo le fotografie di 71 anni fa [bombardamento del Verano 19 luglio 1943], ho pensato: “Questo è stato tanto grave, tanto doloroso. Questo è niente in comparazione di quello che accade oggi”. L’uomo si impadronisce di tutto, si crede Dio, si crede il re. E le guerre: le guerre che continuano, non precisamente a seminare grano di vita, ma a distruggere.
È l’industria della distruzione. È un sistema, anche di vita, che quando le cose non si possono sistemare, si scartano: si scartano i bambini, si scartano gli anziani, si scartano i giovani senza lavoro. Questa devastazione ha fatto questa cultura dello scarto: si scartano popoli… Questa è la prima immagine che è venuta a me, quando ho sentito questa Lettura.
La seconda immagine, nella stessa Lettura: questa «moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua (7,9). I popoli, la gente … Adesso incomincia il freddo: questi poveri che per salvare la vita devono fuggire dalle loro case, dai loro popoli, dai loro villaggi, nel deserto … e vivono in tende, sentono il freddo, senza medicine, affamati, perché il “dio-uomo” si è impadronito del Creato, di tutto quel bello che Dio ha fatto per noi.
Ma chi paga la festa? Loro! I piccoli, i poveri, quelli che da persona sono finiti in scarto. E questo non è storia antica: succede oggi. “Ma, Padre, è lontano …” – Anche qui, in tutte le parti. Succede oggi. Dirò di più: sembra che questa gente, questi bambini affamati, ammalati, sembra che non contino, che siano di un’altra specie, che non siano umani. E questa moltitudine è davanti a Dio e chiede: “Per favore, salvezza! Per favore, pace! Per favore, pane! Per favore, lavoro! Per favore, figli e nonni! Per favore, giovani con la dignità di poter lavorare!”.
Fra questi perseguitati, ci sono anche quelli che sono perseguitati per la fede. «Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: “Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?” … “Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello”» (7 13-14). E oggi, senza esagerare, oggi, nel giorno di Tutti i Santi, vorrei che noi pensassimo a tutti questi, i santi sconosciuti. Peccatori come noi, peggio di noi, ma distrutti. A questa tanta gente che viene dalla grande tribolazione. La maggior parte del mondo è in tribolazione. E il Signore santifica questo popolo, peccatore come noi, ma lo santifica con la tribolazione.