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B E N V E N U T O !! Lo Spirito Santo illumini la tua mente, fortifichi la tua fede.


giovedì 19 giugno 2014

Tra L'Incarnazione e l'Eucaristia, c'è un ponte di Luce che illumina interiormente il mistero dell'Amore



Festa del Corpo e Sangue del Signore:
domenica 22 giugno 2014



“La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda”.

Dal vangelo secondo Giovanni 6,51-58

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di
questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del
mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui
darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico:
se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete
in voi la vita.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo
risusciterò nell’ultimo giorno.
Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera
bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui.
Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche
colui che mangia me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo; non è come
quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in
eterno. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Parola del Signore!


Abbiamo ritenuto questa sera riflettere su un commento di Padre Augusto Drago, che volentieri offriamo anche a voi amici che ogni settimana leggete i nostri “volenterosi” commenti.

Ecco Padre Augusto:

Celebriamo domani la solennità del santissimo Corpo e Sangue del Signore.
Quindi un prolungamento del Giovedì Santo. Permettetemi, cari fratelli, che prima di
commentare la pagina del Santo Vangelo, io mi soffermi a dire una cosa che a me sembra
molto importante. Mi ricordo delle parole che un giorno il Santo Padre Paolo VI di
felicissima memoria, ebbe a dire nell'omelia della festa del Corpus Domini il 12 giugno del
1997. Le ricordo benissimo perché a quei tempi io ero a Roma.
Disse: "L'uomo è un essere che si abitua alle cose straordinarie...L'uomo si abitua, anche a
riguardo di realtà che eccedono la sua consueta capacità di comprensione: egli considera
spesso normali le cose straordinarie che accadono, perché non ci fa più caso..."

Perché ricordo queste parole?
Perché, fratelli e sorelle, abbiamo bisogno di recuperare la meraviglia, se veramente vogliamo accostarci al mistero eucaristico. Purtroppo ci siamo abituati anche a questo.
La meraviglia è la prima forma di accoglienza del mistero. Prima ancora di capire cosa significa, come opera, perché Gesù l'ha istituita, cosa produce in noi.... l'Eucarestia, prima di viverla in tutte le sue implicazioni, bisogna ogni volta, lasciare che ci sorprenda!
Bisogna meravigliarsi di ricevere la Persona stessa di Cristo. Non solo, ma con Lui anche tutta la Santissima Trinità! E con essa: l'Amore divino e la vita per l'eternità!
Bisogna MERAVIGLIARSI! Meravigliarsi di celebrare il memoriale, vale a dire, l'essere contemporanei, della passione, morte, e resurrezione del Signore!
E mi sembra proprio questa meraviglia il senso e il legame di tutte le letture di oggi,
e della bellissima sequenza scritta da san Tommaso d'Aquino: il Lauda Sion Salvatorem:
Loda o Sion (Chiesa di Dio) il tuo Salvatore...!

Ed ora andiamo al brano del Vangelo. Ci troviamo verso la fine del grande discorso di Gesù sul Pane della Vita. E' il discorso che segue il grande miracolo della moltiplicazione dei pani.
Durante tutto il discorso, Gesù ha parlato della necessità di nutrirsi del Pane della Vita.
Ora conclude il suo argomentare con l'audace affermazione che il Pane della Vita, il Pane che dà Vita, è la sua carne. "Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io gli darò è la mia carne per la vita del mondo!"

La vita viene dunque, afferma Gesù, dalla sua Carne e dal suo Sangue.
"Come può costui darci la sua carne da mangiare?". Lo scandalo è sommo!
La risposta di Gesù è dura. Egli non attenua la sua affermazione, e non rende il suo
linguaggio più accessibile, non fa nulla per smorzare la reazione degli ascoltatori.
Anzi, ribadisce con più forza la dichiarazione precedente, introducendola con la tipica
formula giovannea: "In verità, in verità io vi dico...".

Questo parlare di Gesù imprime alle parole il carattere di una rivelazione.
Una rivelazione solenne e decisiva. Ciò che mi colpisce in modo particolare è il fatto che Gesù non parli del suo Corpo, ma della sua Carne. Mi chiedo il perché.
E trovo la risposta nel prologo del Vangelo sempre di Giovanni: al versetto 14 è detto: "E il Verbo si è fatto carne e venne ad abitare in mezzo a noi!"

Con queste parole Giovanni annuncia il grande mistero della Incarnazione del Figlio del Padre. Badate bene: utilizza il termine "carne"! Anche nel nostro testo, Gesù, riferendosi a se stesso, utilizza lo stesso vocabolo. Allora tutto mi sembra chiaro: Gesù stabilisce un evidente aggancio tra l'Eucaristia (di cui si è parlato in tutto il discorso del Pane del cielo) e il mistero dell'incarnazione.

Tutto questo ha un preciso significato: Giovanni ribadisce che è attraverso l'esperienza ecclesiale eucaristica, che l'incarnazione continua tra noi ancora oggi.
La carne sacrificata del Verbo, si fa pane nutriente e comunica la vita di Cristo, del Cristo Celeste, glorificato.

Sono anche rivelati due punti inediti del mistero eucaristico: l'unione durevole dei discepoli con Gesù, ed il dinamismo di amore che unisce il Figlio al Padre.
I discepoli sono riuniti dentro questo meraviglioso dinamismo. Gesù, in estrema sintesi vuole dire che la dinamica è data da questi valori: fede, eucaristia, incarnazione e vita. La fede in Lui.

L'Eucaristia, vita di Lui donata a noi.
Incarnazione, mistero d'amore che l'Eucarestia continua nel tempo.
Vita, è la Vita eterna che nell'Incarnazione trova la sua scaturigine e che proprio
nell'Eucaristia è anticipata e pregustata. Questo è il mistero!
Tra L'Incarnazione e l'Eucaristia, c'è un ponte di Luce che illumina interiormente il mistero dell'Amore, che pulsa, vive ed arde nel cuore di chi sa recepirlo!

"In verità in Verità io vi dico: se non mangerete la carne del Figlio dell'Uomo e non berrete il suo sangue, non avrete in voi la vita... " Parole chiare, inequivocaboli.
L'incarnazione è il preludio dell'Eucaristia! L'Eucaristia è l'Incarnazione che continua nella vita del credente.

E per che cosa si è incarnato il Verbo? Dice il simbolo della nostra fede:
"Per noi uomini e per la nostra salvezza..."
Ora dunque, perché il Verbo fattosi carne, fa diventare Eucaristia la sua stessa carne?
La risposta è identica, ma approfondita: perché nell'Eucarestia già, pregustando e mangiando la Carne di Cristo, pre-sentiamo la Vita della Gloria.
Così infatti san Tommaso chiama l'Eucarestia: "pegno della gloria futura!"
Essa è il pregustamento di ciò che un giorno saremo e di ciò che già Gesù, il Verbo fatto carne, già è. Grande mistero!

Abbiamo compreso tutto questo, quando ci accostiamo ad assumere le sacre Specie del Pane e del Vino? Ci siamo già abituati, assuefatti?
Molti cristiani sentono il bisogno di fare la santa "Comunione" tutti i giorni. Bellissimo. Ma come vorrei che fosse fatta senza il devozionismo, ma con sempre crescente desiderio e con dolce e nostalgica meraviglia che dilata gli orizzonti del Cuore, verso l'infinito di Dio, e verso la grandezza della creazione e dell'umanità intera.
L'Eucaristia è anche, da questo punto di vista, la "coppa della sintesi" come la chiamava sant'Ireneo. In essa c'è infatti la sintesi di tutti i misteri di Dio e della nostra salvezza. I Misteri dell'Amore.
Essa è una primizia. Se la sapessimo gustare, al di là della nostra abitudinarietà, sapremmo che essa è la primizia delle cose celesti. E se le primizie sono così belle e promettenti, cosa sarà mai l'intero raccolto? Stupore! Meraviglia! Ne siamo ancora capaci?



Mariella:
Prima di iniziare la lunga serie delle domeniche del tempo ordinario, la Liturgia ci offre una sosta per celebrare la Solennità del "Santissimo Corpo e Sangue di Cristo", ma non è una fermata di riposo: si ri chiede uno sforzo per ammirare un grandissimo mistero.L’attenzione è tutta incentrata su un aspetto essenziale della nostra fede, il sacramento dell'Eucaristia, istituito da Gesù durante l'Ultima cena e che si rinnova in ogni celebrazione  nelle assemblee cristiane .Gesù, prima di lasciare definitivamente i suoi Apostoli, offrirà loro il viatico per proseguire il cammino.

Alcune domeniche fa nel Vangelo era contenuta questa promessa:  "Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo".
Oggi Gesù ci fa prendere coscienza della sua reale presenza in mezzo a noi, anzi in noi, grazie al dono preziosissimo del suo Corpo e del suo Sangue.
Nutrirsi del suo stesso corpo per rimanere in Lui, per avere con lui la più alta e radicale forma di comunione.
Una unione tanto più straordinaria quanto più riflettiamo sull’enorme differenza fra noi e il Figlio di Dio.

Certamente ognuno di noi si chiede se è degno di ricevere un dono così grande! Possiamo tranquillamente dire che nessuno è degno, ma Gesù ci dice in ogni Eucaristia: "Prendete e mangiatene tutti", perché sa che tutti ne abbiamo bisogno e Lui si dona a tutti come pane spezzato per una sempre nuova ed eterna alleanza.

Gesù  ci apre orizzonti di eternità:  “Se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue non avrete in voi la vita!”  Gesù desidera semplicemente assimilarci a sé, unirci in modo indissolubile che lega il Padre al Figlio.

Gesù vuole esprimerci il suo immenso ed eterno amore che lo porta a farsi pane per nutrire e dare la vita a quanti lo accolgono come Salvatore.
Gesù vive per il Padre e c'invita a vivere noi stessi per Lui. Il Padre è sempre vicino a Gesù ed è sempre pronto ad ascoltarlo e aiutarlo. Se noi sapremo nutrirci di Lui pregarlo ed ascoltarlo come Lui fa col Padre, vivremo la comunione trinitaria, quel meraviglioso circuito d’amore che coinvolge tutti quelli che si riconoscono figli di uno stesso Padre.

Dio comunica la sua vita in una relazione che non è soltanto intellettuale o spirituale, ma in una relazione che implica tutto ciò che costituisce la persona, tutto ciò che costituisce il cuore dell'esistenza, delle relazioni, delle attività più vitali

Vivere l'Eucarestia significa vivere una adesione a Lui con tutto il nostro essere, tutta la nostra esperienza quotidiana di vita comunitaria
Questo deve spingerci a riflettere su come ci lasciamo trasformare dal Corpo e dal Sangue di Cristo e quanto siamo responsabili nel trasmettere agli altri la nostra totale appartenenza a Cristo!
Non possiamo percepire il sacramento Eucaristico come un gesto abitudinario, la sua straordinarietà è indubbiamente da vivere nel massimo coinvolgimento di vita.

Enzo: Le parole di Gesù, diceva Padre Augusto, hanno il carattere di una rivelazione. Una rivelazione solenne e decisiva.. Gesù aggancia il mistero dell’Incarnazione al mistero dell’Eucaristia.
Questa rivelazione è la chiave per capire le parole di Gesù, il suo grande dono, il suo testamento.

Mentre Gesù era il pane disceso dal cielo, cioè donato dal Padre, attraverso l’innalzamento sulla croce e alla sua gloriosa risurrezione e ascensione al Padre offrirà se stesso come alimento per la vita eterna.
                                                                                           
 L’evangelista Giovanni non cita come gli altri le parole di Gesù nel dare il pane e il vino ai suoi discepoli, Questo è il mio corpoQuesto è il mio sangue…” ma evidenzia la dimensione divina di Gesù e la sua capacità di essere presente in mezzo a noi per sempre, attraverso un’altra via rispetto alla sua presenza puramente fisica e materiale.

Gesù precisa ulteriormente il tema del “pane della vita” (“Chi non mangia la mia carne e non beve il mio sangue”) suscitando una reazione costernata nel suo uditorio, che considerava fonte di impurità rituale ogni contatto con il sangue e con un corpo ferito o morto.

 Come Nicodemo si immaginò la rinascita in un senso puramente fisico e la Samaritana al pozzo pensò in un primo momento soltanto all’acqua naturale, così anche qui alcuni giudei interpretano alla lettera il riferimento di Cristo alla sua carne., e i suoi discepoli troveranno “dure queste parole”. Ma capiranno bene tutto con l’avvento dello Spirito Santo il giorno della Pentecoste.

Ma mi  viene da chiedere: è giunta anche fino a noi la Pentecoste? Siamo capaci di vivere con gioia Gesù che si offre come nostro cibo? Siamo pronti con Lui in noi a proclamarlo nelle piazze, testimoniarlo ed ascoltare magari la gioia dei fratelli che si uniscono a noi per lodare, ringraziare Il Dio che  ci custodisce e meraviglia?

Propongo per una maggiore comprensione una scia che  il mistero del Corpo di Gesù ha lasciato nel tempo nella cristianità. E’ la tradizione che parla, un vissuto cristiano che può dare anche a noi, se in modo diverso a ciascuno, un motivo in più per vivere questo mistero d’amore con convinzione.

Denominazioni date alla celebrazione del Corpo e sangue di Gesù riportate dal Catechismo della Chiesa Cattolica:

Eucaristia: la parola vuol dire ringraziamento. Noi  rendiamo grazie a Dio per il grande evento della Redenzione.

Cena del Signore,  perché si tratta del memoriale della Cena che il Signore ha consumato con i suoi discepoli la vigilia della sua passione  “Mistero della Fede! Annunciamo la tua morte Signore, proclamiamo la tua risurrezione,. nell'attesa della tua venuta”.

Frazione del pane, perché questo rito, tipico della cena ebraica, è stato utilizzato da Gesù quando benediceva e distribuiva il pane come capo della mensa, soprattutto durante l'ultima Cena. Da questo gesto i discepoli lo riconosceranno dopo la sua risurrezione, e con tale espressione i primi cristiani designeranno le loro assemblee eucaristiche.

Assemblea eucaristica in quanto l'Eucaristia viene celebrata nell'assemblea dei fedeli, espressione visibile della Chiesa.

 Memoriale: ricordiamo la passione, morte e risurrezione del Signore.

Santo sacrificio, perché attualizza l'unico sacrificio di Cristo Salvatore e comprende anche l'offerta della Chiesa o ancora santo sacrificio della Messa, « sacrificio di lode » (Eb 13,15), sacrificio spirituale, sacrificio puro e santo, poiché porta a compimento e supera tutti i sacrifici dell'Antica Alleanza.

Santa e divina liturgia, perché tutta la liturgia della Chiesa trova il suo centro e la sua più densa espressione nella celebrazione di questo sacramento; è nello stesso senso che lo si chiama pure celebrazione dei santi misteri.

Santissimo Sacramento, in quanto costituisce il sacramento dei sacramenti. Con questo nome si indicano le specie eucaristiche conservate nel tabernacolo.

Comunione, perché, mediante questo sacramento, ci uniamo a Cristo, il quale ci rende partecipi del suo Corpo e del suo Sangue per formare un solo corpo, un solo spirito con i fratelli presenti e con tutti i discepoli di Gesù nel mondo intero.

 Santa Messa, perché è la liturgia, nella quale si è compiuto il mistero della salvezza e si conclude con il saluto e l'invio dei fedeli affinché compiano la volontà di Dio nella vita quotidiana, siano testimoni del sacramento che hanno celebrato.

Forse ogni riferimento ci dirà qualcosa a cui non saremo capaci di rinunciare: lo voglia Gesù per il nostro bene.

 “O sacramento di pietà, o segno di unità, o vincolo di carità! Chi vuol vivere, ha dove vivere, ha donde attingere la vita. Si accosti, creda, sarà incorporato, sarà vivificato” Sant’Agostino

Mariella: Non possiamo percepire il sacramento Eucaristico come un gesto abitudinario, la sua straordinarietà è indubbiamente da vivere nel massimo coinvolgimento di vita....


lunedì 16 giugno 2014

Santissima Trinità : papa Francesco e don Tonino Bello





Oggi è la Domenica della Santissima Trinità
di Papa Francesco

La luce del tempo pasquale e della Pentecoste rinnova ogni anno in noi la gioia e lo stupore della fede: riconosciamo che Dio non è qualcosa di vago, il nostro Dio non è un Dio “spray”, è concreto, non è un astratto, ma ha un nome: «Dio è amore».

Non è un amore sentimentale, emotivo, ma l’amore del Padre che è all’origine di ogni vita, l’amore del Figlio che muore sulla croce e risorge, l’amore dello Spirito che rinnova l’uomo e il mondo. Pensare che Dio è amore ci fa tanto bene, perché ci insegna ad amare, a donarci agli altri come Gesù si è donato a noi, e cammina con noi. Gesù cammina con noi nella strada della vita.

La Santissima Trinità non è il prodotto di ragionamenti umani; è il volto con cui Dio stesso si è rivelato, non dall’alto di una cattedra, ma camminando con l’umanità. E’ proprio Gesù che ci ha rivelato il Padre e che ci ha promesso lo Spirito Santo. Dio ha camminato con il suo popolo nella storia del popolo d’Israele e Gesù ha camminato sempre con noi e ci ha promesso lo Spirito Santo che è fuoco, che ci insegna tutto quello che noi non sappiamo, che dentro di noi ci guida, ci dà delle buone idee e delle buone ispirazioni.

Oggi lodiamo Dio non per un particolare mistero, ma per Lui stesso, «per la sua gloria immensa», come dice l’inno liturgico. Lo lodiamo e lo ringraziamo perché è Amore, e perché ci chiama ad entrare nell’abbraccio della sua comunione, che è la vita eterna.

Affidiamo la nostra lode alle mani della Vergine Maria. Lei, la più umile tra le creature, grazie a Cristo è già arrivata alla meta del pellegrinaggio terreno: è già nella gloria della Trinità. Per questo Maria nostra Madre, la Madonna, risplende per noi come segno di sicura speranza.
E’ la Madre della speranza; nel nostro cammino, nella nostra strada, Lei è la Madre della speranza. E’ la Madre anche che ci consola, la Madre della consolazione e la Madre che ci accompagna nel cammino. Adesso preghiamo la Madonna tutti insieme, a nostra Madre che ci accompagna nel cammino.

(PAPA FRANCESCO, Angelus, Piazza San Pietro, Solennità della Santissima Trinità, Domenica, 26 maggio 2013)

La Santissima Trinità,  di don Tonino Bello


Il Signore benedica tutti i vostri progetti, miei cari fratelli. Il Signore vi dia la gioia di vivere anche l'esperienza parrocchiale in termini di famiglia. Prendiamo come modello la Santissima Trinità: Padre, Figlio e Spirito che si amano, in cui la luce gira dall'uno all'altro, l'amore, la vita, il sangue è sempre lo stesso rigeneratore dal Padre al Figlio allo Spirito, e si vogliono bene.

Il Padre il Figlio e lo Spirito hanno spezzato questo circuito un giorno e hanno voluto inserire pure noi, fratelli di Gesù. Tutti quanti noi.
Quindi invece che tre lampade, ci siamo tutti quanti noi in questo circuito per cui e la parrocchia e le vostre famiglie prendano a modello la Santissima Trinità.

Difatti la vostra famiglia dovrebbe essere l'icona della Trinità. La parrocchia, la chiesa dovrebbe essere l'icona della Trinità.
Signore, fammi finire di parlare, ma soprattutto configgi nella mente di tutti questi miei fratelli il bisogno di vivere questa esperienza grande, unica che adesso stiamo sperimentando in modo frammentario, diviso, doloroso, quello della comunione, perché la comunione reca dolore anche, tant'è che quando si spezza, tu ne soffri.

Quando si rompe un'amicizia, si piange. Quando si rompe una famiglia, ci sono i segni della distruzione.
La comunione adesso è dolorosa, è costosa, è faticosa anche quella più bella, anche quella fra madre e figlio; è contaminata dalla sofferenza. Un giorno, Signore, questa comunione la vivremo in pienezza. Saremo tutt'uno con te.

Ti preghiamo, Signore, su questa terra così arida, fa' che tutti noi possiamo già spargere la semente di quella comunione irreversibile, che un giorno vivremo con te.
(Don Tonino Bello)


giovedì 12 giugno 2014

Al Padre, al Figlio, allo Spirito santo gloria cantiamo esultanti




Festa della SS. Trinità : domenica 15 Giugno 2014

DIO  E’ AMORE



Al Padre, al Figlio, allo Spirito santo gloria cantiamo esultanti per sempre:
cantiamo lode perché questo è il tempo in cui fiorisce la luce del mondo. Amen!
(D.M. Turoldo).

Dal Vangelo di Giovanni 3,16-18

Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché
chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non
ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia
salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già
stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.

Parola del Signore!

Enzo: pensando alla festa della S.S. Trinità e leggendo questi pochi versetti del Vangelo potremmo chiederci cosa hanno a che fare con la Santissima Trinità: noi sappiamo che Dio è il Padre, Gesù è il figlio, lo Spirito Santo è l’amore. Non possiamo penetrare il mistero divino, ma per fede accettiamo Dio come Padre perché rivelatoci da Gesù; come discepoli seguiamo Gesù perché promesso e inviato dal Padre; seguendo Gesù  abbiamo scoperto che una volta tornato al Padre dopo la sua risurrezione e ascensione al cielo, assieme al Padre, ci ha inviato lo Spirito Santo amore, consolatore.

Cercheremo di riflettere questa sera  sulle parole dell’apostolo Giovanni che in qualche modo completa per la sua comunità, e oggi per noi, l’incontro di Gesù con Nicodemo.  La nuova rinascita per entrare nel Regno dei Cieli, opera della S.S. Trinità.
L’evangelista Giovanni ci ricorda che Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito.

“Ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito”.

Cos’è questo amore di Dio per il mondo?  Chi è il Dio dell’amore e della pace di cui l’apostolo Paolo ci dice  nella seconda lettura ai Corinzi che “ sarà sempre con noi”?
Sappiamo che l’amore di Dio per il mondo scaturisce dalla stessa natura trinitaria di Dio: Dio è Amore. Dio non può non amare “il mondo”, ciò che Lui ha creato, in modo particolare la sua attenzione è per l’uomo, creato a sua immagine e somiglianza. Dio ama l’uomo come un  padre, non può non amare il figlio, ha avuto e ha per noi lo stesso amore con cui ama fin dal principio il suo unigenito, Gesù.

Gesù ci ha rivelato che Dio creatore è Padre, il Padre per eccellenza che ha voluto che l’uomo, tutti gli uomini fossero figli suoi in Gesù.. Dio Padre ci ha amati fino al punto da dare  per noi il suo figlio unigenito perché credessimo in Lui per la nostra salvezza.

E’ proprio di questo amore, profuso per l’uomo, tra il Dio Padre e il Figlio Gesù, ci parla l’apostolo Giovanni quando dice che  Dio infatti ha tanto amato il mondo, parla dell’Amore che abbiamo festeggiato domenica scorsa : lo Spirito Santo che rimarrà con noi fino alla fine del mondo e che Mariella così commentava:  
“L’esperienza degli apostoli diventa la nostra esperienza, se non ci chiudiamo al dono dello Spirito Santo. Con la Terza Persona della Trinità che agisce in noi come sugli apostoli, Dio ci raggiunge con la pienezza del suo amore per orientarci e sostenerci al meglio
Lo Spirito ci infonde lo stesso coraggio, la stessa perseveranza e la fiducia indispensabile nel Signore che ci rende protagonisti del nostro cammino e delle nostre vicende”.

Siamo investiti, coccolati dall’Amore e spesso non ce ne accorgiamo… spesso non accettiamo la grazia che ci arriva da Gesù, rifiutiamo l’amore di Dio e la comunione  dello Spirito Santo in noi. (seconda lettura della domenica).
Pensiamo, riflettiamo, per gioire della bellezza con cui Dio ci ha voluto rivestire: Il Figlio e lo Spirito Santo sono inviati dal Padre al mondo per la nostra salvezza. Lo Spirito Santo rivela Gesù al mondo; Gesù a sua volta è la manifestazione del Padre; Spirito Santo e Gesù ci riportano al Padre.

Non è che così anche noi siamo coinvolti nella stessa natura di Dio, “Dio è Amore”, perché diventati figli di Dio? Lo possiamo e dobbiamo gridare fortemente assieme allo Spirito di Gesù: “E voi che siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida <Abbà! Padre!> (Gal 4,6)

Dio ha mandato il Figlio perché fossimo salvati per mezzo di lui, salvati non condannati, perché destinati all’eterna beatitudine. Gesù non condanna, salva chi crede in lui: se lo rifiutiamo ci allontaniamo da lui, ci condanniamo da soli perché non abbiamo creduto all’Amore.

Il Padre e il Figlio ci hanno inviato l’Amore, lo Spirito Paraclito per rimanere sempre con noi, a vegliare su di noi con la sua grazia e i suoi doni.
Papa Francesco così , ad Amman, parlava dello Spirito Santo: “Lo Spirito Santo prepara, unge, invia”.

Come per Gesù nel battesimo lo Spirito ci prepara alla missione della salvezza caratterizzata  “dallo stile umile e mite, pronto alla condivisione e alla donazione totale di noi stessi”.

Attraverso l’unzione dello Spirito, nei sacramenti della confermazione, dell’ordine sacerdotale, possiamo testimoniare l’Amore trinitario ai nostri fratelli donando la pace di Gesù.

Una volta unti dallo Spirito siamo pronti per la missione, diventiamo messaggeri e testimoni, “inviati con umiltà e mitezza nei sentieri impegnativi ma fecondi della ricerca della pace”, quella pace lasciataci da Gesù che spesso rifiutiamo.

Festa della S.S. Trinità: siamo circondati dall’Amore, da un amore che, se lo vogliamo, nessuno potrà toglierci, quell’Amore che è Dio in noi e noi in Dio.

Mariella: Enzo ci ha già dato parecchi spunti sui quali riflettere, io vorrei ancora soffermarmi su quello riguardante l'Amore trinitario
l'unione del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo è presente sin dalla creazione, infatti nel Prologo di san Giovanni si legge: "Il Verbo era in principio presso Dio" e "tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste".
Dunque già il momento della creazione è segnato dalla comunione tra il Padre e il Figlio, così come per l'uomo Dio creò la donna, perché non fosse solo ma avesse una compagna con la quale condividere la vita e scambiare reciproco amore
Dio non è solitudine, non è isolamento, non è fine a se stesso, ma è creazione, comunione, comunicazione d'amore, tra Padre e Figlio attraverso lo Spirito Santo. Queste tre persone non hanno trattenuto per sé la loro gioia ma l'hanno riversata sugli uomini.
Dice Monsignor Paglia: “la Trinità non è altro che questo mistero sovrabbondante d'amore che dal cielo si è riversato sulla terra superando ogni frontiera, ogni confine, anche ogni fede. Ed è come un'energia irrefrenabile per chi l'accoglie. Lo Spirito Santo spinge, trascina verso Dio ch'è pienezza di amore.”
In queste poche parole secondo me è spiegato benissimo un mistero ineffabile che forse non riusciremo mai a capire, ma che dobbiamo cercare di vivere al meglio
Potremmo dunque definire la Trinità un vero e proprio circuito d'amore che dal cielo raggiunge la terra e s'irradia fino a tornare al cielo,nessuna delle tre Persone è mai disgiunta dalle altre, ed esse operano sempre in perfetta sintonia
 il Padre ha mandato il Figlio a redimere l'umanità, e lo Spirito Santo ne trasmette i frutti ad ogni singolo uomo .
Questo ci richiama alla nostra responsabilità di figli chiamati a far parte di un'unica famiglia che sempre più si allarga fino agli estremi confini della terra, chiamando tutti a farne parte.
E' dunque una sfida a vivere nell'amore, nell'unità nella condivisione dei doni, superando individualismi ed egoismi, alimentando viceversa sentimenti di compassione, misericordia, gioia, pace, perdono
così come anche ci ricorda la seconda lettura (2 Corinzi): "Siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell'amore e della pace sarà con voi"
Padre, Figlio e Spirito Santo, pur formando un solo Dio,fanno sì che Egli viva la comunione già in se medesimo e che insegni anche a noi il valore di essere allo stesso tempo individuo e società.
Il Mistero della Trinità  ci invita insomma a scoprire il senso della nostra vita e a realizzarlo in ogni istante e in tutte le sfaccettature dell'esistenza è questo a cui dobbiamo tendere meditando e accogliendo il dono della santissima Trinità!

Mariella: camminando, passo dopo passo, con la liturgia domenicale si capiscono tante cose che fra loro sono collegate e ci portano ad una visione completa del nostro cristianesimo..

Enzo: siamo dentro una storia che dura da moltissimo tempo, esattamente non sappiamo quanto....ma dal principio di Dio......

Anna: Parlare della Santissima Trinità non è facile ma abbiamo capito che è un Mistero d’Amore, una via di luce che accende  con energia  il cuore di ogni uomo  .
Perciò stasera lo farò con un bel racconto attribuito a un santo, per me fantastico, Sant’Agostino:

Si racconta che Sant’Agostino camminando sulla spiaggia, immerso in profondi pensieri sulla Grandezza di Dio … sulla Trinità, ebbe la visione di un fanciullo, che con una conchiglia  attingeva acqua dal mare e la trasportava in una piccola buca, scavata nella sabbia.
Domandò sant’Agostino : “che cosa fai piccolo fanciullo?”
“Voglio svuotare il mare e metterlo in questa buca”,  rispose il bambino,
“Ma non vedi che è impossibile? , chiese nuovamente   Agostino,
E il fanciullo, di rimando: “ E come potrai tu, piccola creatura della terra, con la tua limitata intelligenza comprendere un Mistero così alto, come quello della S.S. Trinità?
Detto ciò, il piccolo scomparve; era un angelo del cielo.

Che cosa ci vuole dire questo racconto?
Che molte volte  ci piacerebbe capire comprendere con la nostra testolina “L’Incomprensibile” e se non ci riusciamo  ci arrabbiamo con Dio …..non crediamo più, perdiamo la fiducia che abbiamo dentro di noi …e facciamo fatica a camminare nella Verità …e la Verità è solo Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

Mi piace pensare e vivere la nostra limitatezza perché ci rende capaci di guardare sempre in alto, avanti, sperare ed amare,  non perdere di vista L’Altissimo. Il modo per raggiungerlo è quello di non sciupare neppure un attimo della nostra vita , scoprendo giorno dopo giorno i doni che Egli ci  regala …interiorizzandone L’Unità  osservando  il libro della natura che ci  circonda ……lodando il Suo Amore e le Sue grazie  come i nostri Patriarchi.

Dio è Uno solo ci dice il Catechismo della Chiesa Cattolica, ma in tre Persone uguali e distinte in quanto Dio Padre dona il Suo unigenito Figlio Cristo Gesù volontariamente per la salvezza degli uomini; Dio Figlio si dona rivestendosi di mortalità, morendo sulla Croce e risuscitando il terzo giorno.
Dio Spirito Santo discende per convincere i cuori di peccato. Non dimentichiamo che Gesù ha pregato il Padre che ci fosse dato il Consolatore.

Noi "vediamo" Dio e la Sua grande salvezza nel Figlio di Dio, Gesù Cristo,  facciamo "esperienza" della loro realtà per mezzo della fede  attraverso la presenza del Suo Spirito Santo dentro di noi.

Come vivere questo Amore Trinitario? … abbandonandoci completamente al Padre perché egli stesso  ci ha donato Suo Figlio e Gesù ci ha  rivelato il Padre e lo Spirito Santo con i suoi doni ci aiuta a capire la Parola  e nel sacramenti la grazia.

“Cristo non ha più le mani: ha soltanto le nostre mani per fare il suo lavoro oggi.
Cristo non ha più piedi: ha soltanto i nostri piedi per guidare gli uomini sui suoi sentieri.
Cristo non ha più voce: ha soltanto la nostra voce per raccontare di sé agli uomini di oggi.
Cristo non ha più forze: ha soltanto il nostro aiuto per condurre gli uomini a sé.
“Le tue mani possono essere utili al fratello. La tua bocca può essere utile al tuo fratello. Le tue orecchie possono essere utili al tuo fratello. I tuoi occhi possono essere utili al tuo fratello. I tuoi piedi possono essere utili al tuo fratello. Noi siamo l’unica Bibbia che i popoli leggono ancora;siamo l’unico messaggio di Dio scritto in opere e parole”. (Da Qumran.net)

Il nostro cuore renda gloria a Dio cercando i fratelli affinché diventino anche loro seme per il mondo.  Solo così rendiamo Testimonianza alla Santissima Trinità.

Mariella: passo dopo passo è davvero entusiasmante studiare il Vangelo domenicale, ci aiuta a vivere meglio l'intera settimana, per meglio dire la vita che ancora abbiamo a disposizione.

Enzo: Sì, la Parola è capace di entusiasmarci e questo è bello. Ma come sarà quando saremo davanti a Dio nell'eternità? quando raggiungeremo la vera gioia? L'entusiasmo delle nostre serate duri sempre...

Vorrei ancorai citare due parole di mons. Tonino Bello: prendiamole come riferite anche a noi:
"Il Signore benedica tutti i vostri progetti, miei cari fratelli. Il Signore vi dia la gioia di vivere anche l'esperienza in termini di famiglia. Prendiamo come modello la Santissima Trinità: Padre, Figlio e Spirito che si amano, in cui la luce gira dall'uno all'altro, l'amore, la vita, il sangue è sempre lo stesso rigeneratore dal Padre al Figlio allo Spirito, e si vogliono bene.
Il Padre il Figlio e lo Spirito hanno spezzato questo circuito un giorno e hanno voluto inserire pure noi, fratelli di Gesù. Tutti quanti noi".

Mariella: bellissimo e chiarissimo

Enzo: Siamo coscienti che parlando di Dio balbettiamo soltanto qualcosa, ma Lui è molto di più...ma anche questo è un semplice balbettio, ma pur un balbettio d'amore... E' questo è importante!

Mariella: mi piace il balbettio d'amore!
Ci entusiasmiamo, c'illudiamo di aver compreso qualcosa in più, ci sforziamo di metterlo in pratica, il resto è opera dello Spirito Santo che opera in noi





venerdì 6 giugno 2014

Pentecoste: continua la staffetta della Santissima Trinità a favore dell'uomo






Festa della Pentecoste  Domenica 8 giugno 2014







Dal Vangelo di Giovanni 20,19-23

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Parola del Signore!

Mariella: Cinquanta giorni dopo Pasqua celebriamo la festa della Pentecoste! Potremmo definirla festa dello Spirito Santo e della nascita della Chiesa
Per comprendere meglio il brano di Vangelo letto dovremmo leggere anche la prima lettura tratta dagli Atti degli Apostoli, nella quale si parla di un fragore paragonato al vento che si abbatte gagliardo e che potremmo paragonare al dirompere di Dio sulla nostra vita ordinaria per modificarla e orientarla verso nuovi orizzonti.
Così come quando si parla di fuoco che rappresenta la potenza rinnovatrice di Dio, capace di distruggere per ricreare nuove tutte le creature e le cose.

La manifestazione del giorno di Pentecoste, come viene narrata negli Atti degli Apostoli, fa pensare alla creazione del mondo, quando Dio plasmò i cieli, la terra, le acque e poi soffiò lo spirito di vita.
Infatti, la risurrezione di Gesù e la venuta dello Spirito danno inizio ad una vera e propria nuova creazione. E' nella Pentecoste infatti che la Chiesa viene costituita dalla forza dello Spirito Santo
Poiché poi il fuoco, assumendo la forma di lingue, si posa su ciascuno degli apostoli, avverrà che essi parleranno con la sapienza stessa di Dio agli altri uomini e da questo si potrà generare una vera e propria rivoluzione nell'essere umano, che verrà trasformato dalla Parola, dai Sacramenti, dalla preghiera e dall'unità della Chiesa

È solo lo Spirito di Cristo che crea unità nella comunità. Infatti, lo Spirito Santo, generatore di unità nell'amore, attua la reciproca accettazione delle diversità di ciascuno
Radunata dallo Spirito, la Chiesa è Corpo di Cristo. Lo Spirito, promesso e donato da Gesù e dal Padre, è il motore potente che ha spinto la Chiesa, pur tra mille difficoltà e persecuzioni, ad espandersi ovunque nel mondo, ad essere strumento di salvezza e luce per tutti gli uomini.
In Cristo, tutti i membri sono un vero corpo con diversi carismi, nel quale ciascuno è chiamato a mettere a disposizione degli altri il dono ricevuto.  La seconda lettura infatti  parla dell'armonia dei diversi carismi nella comunione dell'unico Spirito.

Ora ritorniamo al Vangelo di Giovanni nel quale troviamo la parola  “pace” che si accorda bene con il mistero della Chiesa creata dallo Spirito.
L'espressione di Gesù  "pace a voi” non è solo un saluto, ma è il dono che il Signore fa alla Chiesa. La Comunità dello Spirito, coerente con l'insegnamento del suo Maestro, deve essere segno e strumento della pace, pace che deve irradiarsi ad ogni cuore, pace che deve distinguere i veri discepoli del Signore, che nonostante le difficoltà della vita sanno fidarsi ed affidarsi al vero ed unico Maestro.
Secondo la sua promessa, essendo risorto e asceso al cielo, Gesù sarà con loro fino alla fine del mondo, i  suoi discepoli non resteranno orfani.

Questa sua presenza attiva, seppure invisibile e misteriosa sotto l'aspetto umano, sarà garantita dallo Spirito Santo. Lo Spirito che fin dall'eternità è il vincolo indissolubile dell'unione fra il Padre e il Figlio ha il ruolo di rendere presente il Risorto manifestando la sua potenza salvifica.
E’ dunque vero, che dopo la resurrezione di Cristo, lo Spirito Santo inaugura il "Tempo della Chiesa", quello nel quale si perpetua nella storia il mistero della salvezza.
Lo Spirito è attivo dall'inizio del mondo ma con Gesù capiamo che Lui, che scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio, vuole essere presente e attivo dentro ogni cristiano e ogni persona di buona volontà.

L’esperienza degli apostoli diventa la nostra esperienza, se non ci chiudiamo al dono dello Spirito Santo. Con la Terza Persona della Trinità che agisce in noi come sugli apostoli, Dio ci raggiunge con la pienezza del suo amore per orientarci e sostenerci al meglio
Lo Spirito ci infonde lo stesso coraggio, la stessa perseveranza e la fiducia indispensabile nel Signore che ci rende protagonisti del nostro cammino e delle nostre vicende.

Lo Spirito Santo sia il vero e saldo vincolo d'unione fra tutti noi cristiani e sia  legame d'amore indissolubile con il nostro Creatore, per questo rivolgiamo una invocazione dal cuore:
Spirito di Dio vieni ad abitare in me affinché la mia vita, le mie relazioni, la preghiera, il lavoro, tutto sia ispirato, illuminato e riscaldato dal tuo amore
Amen! Amen!

Enzo: Aveva promesso che l'avrebbe inviato dal cielo a queste condizioni: Non può venire lui, finché io non me ne sarò andato; quando me ne sarò andato lo manderò a voi. La staffetta della Trinità continua…

 Con la Pentecoste incomincia il tempo dello Spirito, caratterizzato dalla forte esperienza dei discepoli di Gesù, dall’universalità in campo religioso, universalità che costruisce unità.
La Pentecoste è una nuova manifestazione divina, annunciata e promessa da Gesù, una manifestazione accompagnata da molti segni: fragore, vento impetuoso, lingue di fuoco rivelano la presenza e l’azione di Dio. La prima comunità “cristiana” fa esperienza  di una particolare rivelazione di Dio: lo Spirito ne prende possesso e la mette in grado di continuare l’opera di Gesù comunicando forza e carismi per la predicazione e testimonianza.

Questa è la prima manifestazione dello Spirito Santo ai discepoli riuniti “nello stesso luogo”. L’evento della discesa dello Spirito Santo sui discepoli significa che questi vengono spinti a proseguire la missione di Gesù, rivolgendola a tutte le nazioni, poiché la comunità dei credenti dovrà imparare ad annunciare il Vangelo nelle lingue  di ogni popolo, cioè nel modo di essere di ogni popolo, nella sua vita pratica ed esperienziale.

Gli apostoli, trasformati, si recarono, di buon mattino, a fare il loro primo annuncio in piazza (vedi primo discorso di Pietro). Qui c’erano, era un giorno di festa per la pentecoste ebraica, “giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo” ( sono gli ebrei della diaspora), e un elenco lungo di popoli: tutti “erano stupiti e fuori di sé per la meraviglia” perché ognuno poteva capire ciò che gli apostoli dicevano, pieni di Spirito Santo.

Col dono delle lingue lo Spirito sottolinea l’universale provenienza dei Giudei, popolo eletto disperso dopo la deportazione: e subito dopo con l’elenco dei popoli presenti l’universalità dell’azione dello Spirito e della salvezza. Lo Spirito ricostruisce l’unità attraverso lo stesso linguaggio dell’intera umanità. L’unità si costruisce  nella molteplicità dei linguaggi: “Li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio”.

Una domanda è d’obbligo: Chiesa di Dio hai sempre riconosciuto e annunciato questa preziosa  presenza in te dello Spirito? Quanti fedeli credono alle parole di Gesù, conoscono lo Spirito dei doni, lo Spirito della Verità sempre presente in loro?

“ Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della Verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi”.

Egli rimane presso di noi e in noi! “Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito abita in voi? Il tempio di Dio è santo e questo tempio siete voi”, (1 Cor.3,16-17).


Ogni cristiano è chiamato dallo Spirito a manifestare ciò per cui è stato investito; ognuno con i suoi carismi, con le sue possibilità sperimenta  nel proprio intimo la reale azione dello Spirito Santo. Di ognuno lo Spirito conosce le capacità umane e in rapporto ad esse gestisce i suoi doni affinché portino frutto alla nostra vita in Dio e crescita nella Chiesa, comunità dei credenti.

Quando la nostra fede e la nostra adesione è sincera  lo Spirito Santo diventa il motore del nostro pensare, del nostro valutare, delle nostre scelte, del nostro agire: preghiamo, teniamo aperto un dialogo con lo Spirito Santo? Lo Spirito è in noi sempre pronto a farci rivivere una nuova Pentecoste.

“Lo Spirito Santo,  ci chiama all'accettazione del pluralismo, al rispetto della
molteplicità, al rifiuto degli integralismi, alla gioia di intravedere che Lui unifica e compone le
ricchezze della diversità”. (Don Tonino Bello)

Anna: Desidero scrivere poche parole dettate dalla mia esperienza personale …..
Penso alla frase di Gesù: Se mi Amerete osserverete i miei comandamenti …..Vi lascio il Paraclito.  Chi è il Paraclito?
Ai miei ragazzi cerco sempre di sbriciolare  il vissuto in piccoli  esempi ….
Per i Cristiani il Paraclito è la terza Persona della Santissima Trinità,  è L’Amore che trasforma il cuore e i desideri di ogni persona ….
Il Padre è Dio Creatore di tutte le cose
Il Figlio è Gesù che per mezzo di Maria si è fatto Uomo come ogni uomo  tranne nel Peccato. Egli
ci ha donato la Salvezza mediante la Croce e la Speranza nella sua Resurrezione  potremmo vedere con lui il Paradiso e tutti i nostri cari.
Lo Spirito Santo è tutt’uno  con il  Padre e il  Figlio. 
Ci sostiene ci indirizza, ci guida,  prende le nostre difese ed è a Lui che chiediamo Aiuto …certo non possiamo comprendere questo mistero perché la nostra mente è piccola piccola,  se no saremmo Dio ….

Quando possiamo chiedere soccorso e intercessione ? Sempre !

Vieni in noi Spirito d’Amore!
Quando  tra due azioni devo sceglierne una e non so come fare ….. chiedo aiuto
Quando desidero  studiare e contemporaneamente ho una persona che mi propone altro,                                               chiedo aiuto
Quando la fatica di ogni giorno mi assale …. chiedo Aiuto
Quando le mie relazioni con i miei compagni , i miei amici, i miei professori,  o la mia famiglia è tormentata...chiedo aiuto
Quando mi devo preparare interiormente per la Confessione ….chiedo   aiuto
Quando  devo pensare a qualche bella idea per la Comunità…. chiedo Aiuto
Quando tutto sembra perso e non ho speranza….. chiedo Aiuto
Quando la preghiera mi sembra monotona e arida….. chiedo Aiuto
Quando devo assistere un malato e sono sfinito ….chiedo Aiuto
Quando sono nel dubbio …chiedo Aiuto
Quando sono nella gioia e nella serenità lo ringrazio, perché Lo Spirito Santo è dispensatore di Grazia, dà coraggio di evangelizzarsi  e di Evangelizzare per un mondo di Pace.

Enzo: Le parole di Anna mi suggeriscono una domanda: come viviamo la presenza dello Spirito Santo in noi?
Parlo del rapporto personale con Lui, gli incontri con Lui sono dialogo? raccontiamo di noi? Raccontiamo dei nostri fratelli?
Penso che debba essere una bella esperienza.

Mariella: posso dire che sento molto forte la presenza dello Spirito Santo specialmente quando sono in grazia di Dio, quelle volte che ho fatto esperienza di lontananza dal Signore ho chiuso il cuore anche all'azione dello Spirito e mi sono sentita veramente "orfana".
Vivere alla luce dello Spirito è confidare sempre nella sapienza divina che ci viene incontro in ogni necessità.
E’ bello non temere, sapere che c'è sempre Lui accanto a te che ti guida e ti incoraggia, non puoi disperare mai!

Anna: Ho iniziato a conoscere lo Spirito Santo quando per la prima volta ho ricevuto il Sacramento della Santa Cresima .... e mi sono sentita invasa dalla gioia ...ero felice perché per la prima volta avvertivo in me il desiderio  del Dono .....
Successivamente l’ho riscoperto quando ho dovuto scegliere ciò che il Padre mi proponeva: una vita nel matrimonio! Ho avuto paura ..... ma quella forza l'ho sentita dentro di me con grande insistenza: ciò che desiderava Gesù per me era quello che faceva per me.
Da quel giorno sono andata avanti con serenità e pace perché in ogni momento non mi sono mai sentita sola perché ho creduto che lo Spirito Santo è sempre nel nostro cammino quotidiano.

Enzo: vorrei aggiungere che lo Spirito Santo, come sappiamo, ha preso il posto di Gesù nella guida della Chiesa e di ogni cristiano:

 E’ veramente un peccato non conoscerlo, non disturbarlo spesso affinché faccia sua la nostra vita e faccia fare a noi la sua.
Non siamo forse destinati a raggiungere la Trinità che oggi è un mistero per noi, e se lo Spirito Santo non ci aiuta, cosa facciamo noi poveri ignoranti? E’ vero che lo Spirito è sempre con noi ma è volontà divina che noi stabiliamo un contatto, un dialogo vero con lo Spirito-Amore.
Capire l'importanza dello Spirito ci aiuterà a vivere meglio, più sereni, farà di noi dei buoni discepoli di Gesù.



Per completare un commento di Padre Augusto Drago che Mariella è riuscita a rintracciare.

"Essendo chiuse le porte....venne Gesù e stette in mezzo a loro". "E disse: Pace a voi"
Quale pace?
Gesù lo aveva già detto precedentemente ai suoi discepoli ed apostoli: "Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dona il mondo io la dono a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore" (Giovanni 14,27).
La Pace di Gesù non è come quella del mondo. E' la "sua Pace": quella che è la sintesi di tutti i beni messianici: la salvezza, la guarigione, i doni dei sacramenti, il dono grandissimo della Parola...
Il mondo dona invece una falsa pace: infatti la pace degli uomini, spesso serve a preparare un'altra guerra!

Gesù entra a porte chiuse. A parte l'incorporeità del nuovo modo di essere di Gesù, l'entrare a porte chiuse, significa che Gesù penetra e vuole di fatto penetrare nei cuori più chiusi, più raggomitolati in se stessi.
Egli entra anche se noi teniamo le porte del nostro essere più profondo ben chiuse.
Il punto è poi quello di saperlo accogliere.

Il testo ci dice che i discepoli gioirono nel vedere il Signore. Egli infatti si era collocato nel centro della stanza del cenacolo. Ecco dunque: occorre che quando entra nei nostri cuori e ci viene a visitare, senza che noi lo avessimo invitato, lo accogliamo e gli permettiamo di collocarsi al centro vitale della nostra vita!

I discepoli gioirono!
Oh! Come vorrei, fratelli carissimi, che anche noi potessimo gioire, ogni uomo sulla terra potesse gioire, collocando il Cristo risorto al centro della propria esistenza. Come tutto sarebbe radicalmente diverso!

La gioia! Gesù l'aveva già promessa: Voi gioirete al vedermi! (16,22).
Questa gioia era stata già promessa nell'Antico Testamento: "Abramo, vostro Padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno: lo vide e fu pieno di Gioia" Così disse Gesù parlando di Abramo in Giovanni 8,56.

Ma la promessa più grande che ora si compie è il dono dello Spirito Santo.
Gesù ripete gli stessi gesti che aveva compiuto il Signore quando creò l'uomo in
Genesi 2,7: Allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo, soffiò nelle sue narici un respiro di vita e l'uomo divenne un essere vivente". Soffio, Spirito e vita: questi tre elementi li troviamo sempre là dove il Signore infonde vita e calore in tutte le cose.

Comprendiamo allora che il medesimo Spirito che aveva dato vita ad Adamo ora ha ridato la vita a Cristo Gesù il quale, sempre per mezzo del medesimo Spirito, la dona agli uomini che credono in Lui!
Da qui il perdono, o meno, dei peccati.
Dalla capacità di ricevere lo Spirito e di rimanere in Lui. Chi rimane in Lui è perdonato, chi non rimane in Lui il suo peccato non viene rimesso.
La potenza della Pentecoste, la forza dello Spirito rende presente "nell'oggi" del cristiano l'azione salvifica del Signore.